Aglio

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Nome scientifico: Allium Sativum.

Provenienza: l’aglio è una pianta originaria dell’Asia e le maggiori produzioni mondiali provengono ancora oggi da paesi come l’India e la Cina. In Europa invece i principali produttori di aglio sono la Spagna e l’Italia.

Caratteristiche botaniche: l’aglio si presenta come una pianta erbacea perenne alta dai 30 agli 80 cm. Le foglie sono basali, amplessicauli e, diversamente da quelle della cipolla, non fungono da organi di riserva. I fiori, portati su un lungo ed sottile peduncolo, possono essere bianchi, rosei o porporini. I veri organi di propagazione sono gli spicchi o bulbilli, che presentano la faccia dorsale convessa; questi, a gruppi di 5-20, sono inseriti direttamente sul fusto, ridotto a un dischetto e detto cormo, e formano il bulbo o capo o testa. Questo è avvolto da una serie di foglie metamorfosate, dette tuniche sterili, con funzione protettiva. Il peso medio di un bulbo può andare da un minimo di 20 grammi a un massimo di oltre 150 g.

Varietà: ecco le diverse varietà d’aglio esistenti:

  • Allium tuberosum, pianta d’aglio originaria della Cina.
  • Allum fistulosum, noto anche come aglio del Galles, questa varietà è molto popolare in Cina e in Giappone.
  • Allium cepa varietà “proliferum” o anche “viviparum“,varietà d’aglio che produce le cipolline alle estremità del fiore.

Per quanto riguarda la nostra penisola più che di varietà di aglio sarebbe più corretto parlare di ecotipi, più o meno omogenei, ad esclusione del Rosso di Sulmona, che sembra essere l’unica varietà italiana. Tuttavia si è soliti distinguere tre diversi tipi di aglio, ovvero i cosiddetti “agli bianchi”, gli”agli rossi” e gli “agli rosa”, chiamati in questo modo a causa del diverso colore che caratterizza le tuniche esterne della pianta.

Storia: le proprietà benefiche dell’aglio erano conosciute già ai tempi degli antichi egizi, sembra infatti che i Faraoni lo facessero somministrare abbondantemente agli operai addetti alla costruzione delle piramidi per preservarli da malattie e per dare loro maggiore resistenza fisica.
Alimento base per il popolo ebraico, al quali era proibito il consumo prima di mezzogiorno, i testi biblici riferiscono che rappresentò una delle privazioni più sentite dal popolo eletto durante la traversata del deserto. Gli antichi greci lo utilizzavano sia a fini terapeutici che alimentari e lo stesso facevano i romani. Plinio il Vecchio nella sua “Naturalis Historia”, invece, lo raccomandava come stimolante sessuale “ pestato insieme a coriandolo fresco e preso nel vino puro”. Orazio invece,considerando l’odore sgradevole dell’ortaggio, raccomanda vivamente “… di non essere soli a mangiarlo, affinché la persona amata non respinga i baci e fugga lontano …” Si narra, inoltre, che il re ostrogoto Teodorico, essendo molto ghiotto di aglio, fosse solito mangiarlo più volte al giorno. Per molto tempo l’aglio è stato definito come la“spezieria dei contadini” e la “farmacia dei poveri”: esso infatti trovava largo utilizzo sia per uso esterno che interno. Ridotto in poltiglia veniva impiegato dai braccianti e dai contadini per ammorbidire i calli o per strofinare i geloni, mentre cotto nel latte serviva antidoto contro la tosse. Questo ortaggio era collegato anche al culto di San Giovanni e si pensava che comprandolo nel giorno a lui dedicato avrebbe tenuto lontana la miseria.  Nel 1858 Luigi Pasteur, dopo numerosi studi, da la prima prova scientifica delle proprietà dell’aglio, dichiarando la sua efficacia in qualità di antibiotico,antisettico e antipertensivo. Nel 1918 durante la terribile influenza, “la spagnola”, che colpì l’Europa, in molti paesi si ricorse all’uso dell’aglio per cercare di sconfiggere e bloccare l’epidemia.

Proprietà della pianta: è stato dimostrato che l’aglio ha molte proprietà benefiche, ricordiamo fra tutte quella antisettica, antibatterica, anticoagulante, antiossidante e antispastica.

Usi ed impieghi: solitamente utilizzato in cucina per conferire ai cibi un sapore forte e deciso, l’aglio è anche un ottimo alleato della salute. Ecco perché è importante assumerlo in giuste quantità almeno una o due volte alla settimana.